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4 cose che la birra può insegnare al vino

di Jacopo Cossater 03 gen 2017 1

In breve: il valore dell'assemblaggio (la ricetta), quello della continua sperimentazione, il concetto di artigianale e la costanza qualitativa della produzione.

Mi dovessero mettere di fronte alla più brutale delle scelte, un singolo vino o una sola birra da portare su un’isola deserta, credo non potrei fare altro che alzare le mani, e arrendermi. Nel corso degli anni ho infatti imparato ad apprezzare le migliori caratteristiche di entrambe queste meravigliose bevande senza mai immaginarle in competizione. Di più: grazie a entrambe ho avuto la fortuna di viaggiare, di conoscere e di apprezzare i prodotti più diversi, bicchieri che nel tempo hanno contribuito in modo più o meno determinante a formare il mio attuale bagaglio culturale.

Un tutt’uno quanto mai colorato in cui riescono a trovare spazio prodotti lontanissimi tra di loro, che si tratti di un celebrato e nobile vino rosso bordolese o di una tra le più graffianti birre acide del Pajottenland, di un semplice Trebbiano prodotto non lontano da casa o di una raffinata Pale Ale americana.

L'isola deserta

In breve: due bevande quanto mai lontane che hanno in comune il fatto di esistere da millenni e di essere entrambe più o meno alcoliche e che trovo divertente, stimolante, appagante frequentare in momenti molto diversi tra loro. Ma non è questo il punto, questo post non nasce infatti per raccontare quelle che sono le differenze del vino rispetto alla birra, e viceversa.

Questo post nasce da un'impressione che guardandomi intorno sembra trovare sempre maggiori riscontri, e cioè che se è vero che l’appassionato di birra è spesso almeno curioso nei confronti del vino, non credo si possa dire la stessa cosa al contrario. Non sempre, almeno.

Senza andare a scavare nella memoria e a rivangare quella che era l’imbarazzante didattica sul tema dell’Associazione Italiana Sommelier ai tempi del mio corso di formazione – poco più di 10 anni fa, chissà se la situazione oggi è la stessa – basta pensare alla scarsissima conoscenza che hanno di questo mondo la grande maggioranza degli appassionati di vino che conosco. Persone che magari sanno a memoria le caratteristiche di questa o di quella menzione geografica aggiuntiva ma che poi si perdono nelle differenze tra i principali stili birrai, quelli proprio più famosi e diffusi. A tutti loro un invito: assaggiate, studiate, divertitevi, la birra non smetterà di sorprendervi e, ne sono sicuro, non farà altro che farvi maturare una maggiore consapevolezza anche del vino.

Io per esempio ho pensato a quattro temi che il mondo del vino potrebbe raccogliere da quello della birra, ben consapevole che la lista potrebbe essere anche più lunga e che sarebbe divertente immaginarla anche al contrario.

1. La ricetta

Ogni birra nasce inesorabilmente da una ricetta, quello che mi preme sottolineare non è però la sua riproducibilità quanto l’ovvio valore di ogni ingrediente nel definire il risultato finale. Ogni mastro birraio lo sa bene, è solo nell’armonia di ogni singolo elemento (il tipo di acqua, di malto, di lievito, di luppoli) che la birra trova la sua strada ideale. In un periodo in cui il vino va sempre più verso una parcellizzazione delle sue etichette sarebbe bello rivendicare il valore dell’assemblaggio. Non tutto il mondo è Borgogna, e spesso nella decisione di vinificare e commercializzare a parte le uve provenienti da un singolo appezzamento si rinuncia a quello che potrebbe essere un tassello fondamentale di quello straordinario mosaico che è il vino. Viva in questo senso la lezione bordolese, quella che ha sempre visto ogni vino come il risultato di un’addizione di elementi diversi che di anno in anno possono variare, anche se di poco.

2. Gli esperimenti

La birra, specie in Italia, ci insegna quanto ogni regola esista solamente per essere infranta. Non c’è stile che non abbia vissuto sulla propria pelle contaminazioni di ogni tipo, nel bene e nel male. A volte questa continua sperimentazione porta a risultati quantomeno discutibili però che bello, la sensazione è quella di avere a che fare con un mondo in perenne movimento, vibrante di idee e di energia. Non c’è motivo per cui questo approccio non possa tranquillamente esistere anche nel vino. Evviva per esempio quelle cantine che alle loro etichette più tradizionali si divertono ad affiancare prove sempre diverse, più o meno riuscite.

3. Artigianale VS Industriale

Nella birra la distinzione tra artigianato e industria nasce quanto mai netta, magari oggi è un po’ più sfumata in relazione alle dimensioni di certi birrifici americani, ma tutto sommato ancora molto valida. La sensazione è che nel vino si stia cominciando a fare strada una nuova consapevolezza: dopo la rivoluzione naturale la nuova parola chiave sembra essere proprio questa, artigianale. Mai abbastanza però: coltivare pochi ettari di vigneto non ha quasi niente a che vedere con la gestione di enormi quantità di terreno. Nonostante l’esito sia simile sono proprio due mestieri diversi.

4. Oltre la singola etichetta

Nel mondo della birra esistono premi che sottolineano la costanza e la qualità di tutta la produzione di un birrificio, evidenziandone così le migliori virtù. È infatti raro imbattersi in una singola birra molto buona, uno shot di molto superiore alle sue sorelle. Più comune assistere a una crescita collettiva, che tocca tutta la linea e che magari trova particolare compimento nella birra migliore. Nel vino questo aspetto passa invece spesso in secondo piano, e non è raro assistere a grandi celebrazioni di vini di cantine che oltre all’etichetta premiata producono vini molto più che trascurabiliVini che chi ha assegnato quel premio magari si guarderebbe bene non solo dal bere ma anche dal portare a tavola. E ho detto tutto.

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Patrizia Rivi - www.wineandshop.it
20 febbraio 2017 12:10 Verissimo quello che dici in questo articolo. Il mondo della birra è vario e interessante quanto quello del vino, io stessa, mea culpa, l'ho scoperto da poco visto che ho sempre limitato la mia conoscenza alle birre commerciali e più conosciute. Ho avuto spesso la sensazione che la birra fosse considerata una bevanda di serie B, mentre il bevitore di vino da sempre è stato considerato come il guru del buon bere. Sbaglio? In ogni caso sul nostro sito abbiamo deciso di aprire una sezione dedicata anche alle birre artigianali: proveremo a mettere a conoscenza del nostro pubblico un modo di bere bene diverso dal solito. Saluti