mr-creosote

Menu di persecuzione

Lo so che non è bello chiedere come regalo a Babbo Natale che ti elimini qualcosa, ma io l’ho fatto. Gli ho chiesto di eliminarmi il più possibile il menu degustazione. O meglio dire menu devastazione. La mia persecuzione.

Recentemente, dopo aver scoperto che ristoranti “mito” come i Roca a Girona, più volte elogiati per la loro capacità di coniugare proposte alla carta con un offerta adatta a tutti ai menu per gourmet, hanno capitolato anche loro offrendo solo due menu a scelta, me ne sono capitate di tutti i colori. Il 2012 si è chiuso con offerte di menu di panini, degustazioni di gelati, aperitivi a costruiti in sottomenu… Per non parlare del 2013 che si è aperto con l’obbligo di menu degustazione persino in una griglieria. Là dove cercavo una sontuosa bistecca ho trovato antipasto+un piccolo primo+assaggi di carne gourmet. E i piccoli (per quanto buoni) bocconi più che soddisfare un bisogno hanno aumentato il desiderio.

Ebbene, come in tanti si sono opposti al tris di primi io continuo la mia battaglia contro il menu degustazione. Ma non è solo questione di gusti, è anche il capovolgimento di un modello di ristorazione che dai bisogni del cliente si è spostato ai bisogni del cuoco. Voglia di proporre sé stessi e la propria idea di cucina. Mi chiedo solo se sia un modello ripetibile all’infinito. Anzi, mi rispondo: no.

Si può ancora avere voglia di mangiare uno o due piatti cercando di stare bene, magari perché si è in compagnia e non ci si vuole abbuffare, o ancora più semplicemente si vuole ripetere l’esperienza al pasto successivo…?

In caso contrario più che commensale io mi sento ostaggio.

10 commenti
  1. Nelle Nuvole
    Nelle Nuvole says:

    Il menu degustazione vale solo nelle abitazioni private di casalinghe disperate, altresì chiamato “Menu disperazione”

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  2. Robji
    Robji says:

    IMHO dipende da come viene proposto il menù degustazione. C’è ci lo propone con piatti in alternativa a quelli della carta (in questo caso mi piace poco). c’è chi li propone con gli stessi piatti della carta ma strutturati come un percorso gustativo (giustamente guidato dallo chef). Se poi il percorso è accompagnato dai vini, allora la cosa diventa (per me) molto interessante e per nulla negativa.
    Ovviamente io preferisco quasi sempre scegliere dalla carta ma mi è capitato di trovare proposte di menu degustazione molto interessanti.

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  3. marco
    marco says:

    ok è vero dai fratelli roca ci sono due menu ma non sono poi così rigidi, ci sono parecchi piatti extra e fidatevi che un cliente abituale che frequenta el cellar difficilmente mangerà quello che state mangiando voi che vi siedete li per la prima volta.

    Comunque un ristorante gourmet fa sempre più fatica a gestire menu e carta, i costi sono troppo elevati da sostenere. le brigate di cucina e sala si restingono sempre di più e gestire 5 antipasti 6 primi 6 secondi e 5 dolci è sempre più difficile, e poi sono pochi i maitre e direttori di sala in grado di “vendere” il piatto giusto al cliente giusto.nel momento giusto .

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  1. [...] che Marco Bolasco, che ha redatto e diretto (e dirige) guide e quindi conosce bene – frequenta e immagino [...]

  2. [...] questi giorni si è parlato più volte, qui e altrove, di “menu di persecuzione” o di “tirannia del menu”.Sono rimasto [...]

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